giovedì 24 giugno 2010

L’A.I.O. e le principali Associazioni mondiali di Psicologia

Nel 1986 si tiene uno dei Congressi Internazionali di Ontopsicologia (l’XI) che ha avuto la
partecipazione del maggior numero di esponenti di spicco del mondo scientifico contemporaneo
internazionale, tutti presenti a proprie spese, tra cui le principali associazioni mondiali di
Psicologia, con profondo interesse da parte dei rappresentanti ufficiali.
Nel corso del Congresso, vengono organizzate tavole rotonde sui seguenti temi: creatività nella
pedagogia, psicoterapia, musicoterapia. Tra le tavole rotonde più rilevanti, va ricordata quella
che riuniva i rappresentanti delle più importanti Associazioni scientifiche inerenti la psicologia.
L’A.I.O., rappresentata dal Prof. Meneghetti, si confronta con la Dott.ssa G.S. Gunvald,
Presidente dell’International Council of Psychologists (I.C.P.), il Dott. H. Betancourt,
Segretario Generale della Sociedad Interamericana de Psicologia (S.I.P.), il Prof. R. De Wolff,
Segretario Generale dell’International Association of Applied Psychology (I.A.A.P.) e la
Dott.ssa M. Comas Diaz, rappresentante dell’American Psychological Association (A.P.A.).

venerdì 21 maggio 2010

La bellezza

Quando si parla di OntoArte non ci si riferisce esclusivamente ad una capacità di formalizzare il senso metafisico attraverso un quadro o una scultura. L’OntoArte riguarda soprattutto la persona, e si potrebbe pensare che alla fine lo scopo dell’ essere umano magari potrebbe essere anche quello di divenire un’opera d’arte esistenziale. Quando in ontopsicologia si parla di bellezza non se ne parla come qualcosa di assoluto, in senso statuario o di vetrina, ma come maturità interiore. Quindi il bello è un risultato, è la conseguenza di una serie di scelte fatte nella propria vita a funzione della propria identità. Ognuno è bello a modo suo, con quei capelli, con quel modo di camminare, con quell’abbigliamento, con quei colori. Si tratta di conoscersi e di conseguenza sapere cosa è bene per se stessi e cosa non lo è, non secondo le direttive sociologiche, commerciali o di altro genere, ma secondo la propria individuale interiorità.

mercoledì 21 aprile 2010

Melolistica

La melolistica è una forma di interiorizzazione per arrivare ad ascoltare il ‘senso’ della musica o del movimento attraverso il ritmo suonato dal melolista: questa specificità è possibile perché egli suona ritmi di similitudine biologica, cioè analogici al nostro organismico.
Il nostro organismico (insieme organico ed emotivo) ha un ritmo base di due tempi, modulati e modulanti di e da un terzo armonico dal quale partono le infinite variazioni possibili delle pulsazioni cellulari.
Questa specificità originale ed esclusiva del ritmo della melolistica è data dai risultati della ricerca ontopsicologica, la quale ha scoperto il fondamento genetico da cui recuperare il ritmo base delle cellule.
Il ritmo non può essere preparato prima, ma viene suonato sul momento dal melolista, il quale segue sempre l’esigenza più sana, vitale ed evolutiva delle persone presenti. Il ritmo quindi è l’esteriorizzazione delle vibrazioni del metabolismo cellulare sano, il quale in ogni organismo tende al mantenimento ed incremento della vitalità.
Il ritmo base viene suonato su strumenti a persussione: membranofoni, conga, tumba o bonghi africani o asiatici, a cui si aggiungono idiofoni in legno e metallo.

venerdì 12 marzo 2010

Perché Caravaggio piace tanto?

La mostra su Caravaggio alle Scuderie del Quirinale di Roma (dal 18/2 al 13/6 2010) sta riscuotendo un grande successo, e così si prevede sarà fino al termine dell’esposizione. Ma che cos’è che affascina tanto di questo artista? Perché il pubblico lo cerca, lo ama, per la gioia (anche economica) degli organizzatori delle mostre di cui è protagonista?

Federico Zeri (1921-1998) lo paragonava al celebre regista Pier Paolo Pasolini, per la sua “ereticità” cattolica. L’eminente critico d’arte sosteneva che “c’è una forte affinità tra la fine di Pasolini e la fine di Caravaggio, perché in tutt’e due mi sembra che questa fine sia stata inventata, sceneggiata, diretta e interpretata da loro stessi”.

Nonostante la sua vita “malamente vissuta”, Caravaggio riesce però a rappresentare la bellezza dell’essere umano in modo sorprendente. Durante una conferenza presso la Galleria di OntoArte a Roma l’11/11/1992, Antonio Meneghetti ha posto l’accento sulla caratteristica principale di questo artista, ovvero “l’uso della luce sulla realtà psichica” dei personaggi dipinti, sottolineando però che “gli aspetti più belli dell’opera di Caravaggio non erano il risultato di una sua cosciente preparazione professionale, ma erano l’estrapolato del suo In Sé ontico [il suo progetto di natura, la sua anima], che comunque riusciva ad evadere dalle circoscrizioni del sistema o di chi gli commissionava l’opera”.

giovedì 4 febbraio 2010

Ontoarte Cinese

Da non perdere il nuovo sito dell'OntoArte cinese. All'interno oltre a interessanti testi in lingua inglese e cinese è possibile visitare virtualmente le gallerie permanenti di Ontoarte site in Italia, Germania, in Brasile, in Russia e in Cina.

L'Ontoarte è un movimento di pensiero con cui si indicano tutte quelle manifestazioni artistiche che si motivano sempre dalla intenzionalità ontologico-umanistica, intesa come il formalizzato apriorico del nostro esistere. Fondatore e caposcuola è l'Accademico Prof. Antonio Meneghetti

Visita il sito dell'Ontoarte Cinese

venerdì 1 gennaio 2010

Lizori e l'ontoarte

Ogni gesto è il risultato di una intuizione ben precisa, e non può nascere come uno scarico emotivo o come una gratuità del segno. È l’esternazione di un uomo riuscito, un uomo che è capace di essere una risposta alla vettorialità della sua forza in sincronia alle forze dell’universo. Il vero artista ontopsicologico è capace di mediare la grandezza della vita attraverso un concreto, un manufatto artistico, per questo Lizori è lo specchio di questa creatività in atto.
Lizori non fu una semplice ristrutturazione o restauro, ma fu la forma artistica dell’Ontoarte. Di questa espressione dell’Ontoarte tutto fa parte, dalla scelta delle mattonelle alle scritte, dalle finestre alle ringhiere, fino alle pitture che decorano l’interno delle case, fino alla sistemazione delle aiuole.

venerdì 27 novembre 2009

Il LNV (Linguaggio Non Verbale) per la diagnosi del cliente

La comunicazione non verbale è sottostante a tutto il linguaggio verbale. Il linguaggio del corpo e dei tratti del viso, infatti, porta le esperienze di adattamento e parla della vita del soggetto. Come egli imposta il muoversi nello spazio, le interazioni ambientali, le distanze e le posture e soprattutto la prossemica istintuale, evidenzia la realtà delle dinamiche inconsce, di ciò che il soggetto fa in quel momento per sé e verso gli altri, prima delle sue emozioni.

Quest’analisi è razionale e si può apprendere in corsi teorico-pratici approfonditi sulla comunicazione.

Tra i suoi strumenti di analisi, usati per effettuare la diagnosi del cliente, l’Ontopsicologia si avvale anche del linguaggio non verbale: fisiognomica, cinesica e prossemica.